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Il sito web entrepeneur.com ha pubblicato un articolo inerente ai primi 11 motivi per cui vengono licenziati i Millennials, la generazione nata tra i primi anni Ottanta e la fine degli anni Novanta.

I primi cinque motivi sono: la necessità di indipendenza, mancanza di fiducia, ansia, problemi di comunicazione e la mancanza di visione. Essenzialmente, il motivo principale per cui i Millennials vengono licenziati è perché non riescono a collaborare, hanno mancanza di fiducia in sé stessi e nelle loro decisioni, che possono portare all’ansia, hanno difficoltà a presentarsi e a comunicare e non ragionano in modo critico nel guardare obiettivi e il futuro.

Sono ciò che nel mondo dell’istruzione chiamiamo “competenze trasversali” (probabilmente avete già sentito il diffusissimo termine inglese “soft skills“).

Vengono considerate secondarie nella classica istruzione didattica, cioè inglese, matematica, scienze, storia, algebra, letteratura inglese, data di inizio e fine della Rivoluzione francese, etc.

Pensiamo sia ora di smettere di chiamarle soft skills, perché non c’è nulla di soft nell’essere licenziati dal lavoro, o non essere mai assunti in primo luogo.

Dobbiamo chiamarle come sono realmente: competenze essenziali. Sono abilità che sono assolutamente necessarie per prosperare al giorno d’oggi. Non c’è da meravigliarsi se le persone vengono licenziate per non conoscere la capacità di lavorare insieme; non lo insegniamo. Non lo sottolineiamo. E il risultato è la divisione e l’incapacità di cercare un compromesso. Suona familiare?

Le persone vengono licenziate perché non possiedono una visione; pensano solo di essere un ingranaggio in una macchina? Per molti studenti, questo è ciò che la scuola è per loro. Siediti tranquillamente, impara queste informazioni, ripetile a pappagallo in un test e poi passa al livello successivo. Vogliamo che i Millennials guardino alla visione d’insieme e capiscano perché stanno facendo determinati compiti? Forse questo dovrebbe iniziare con la scuola, e se non possiamo spiegare perché gli studenti stanno imparando un certo argomento, allora non dovremmo insegnarlo.

La gente si sforza per comunicare? Bene, abbiamo insegnato loro a comunicare? Oppure sono seduti in fila per la maggior parte del tempo, senza poter parlare.

Abbiamo bisogno di cambiare le cose, e penso che dobbiamo iniziare a smetterla di chiamare la comunicazione, la collaborazione, il pensiero critico, l’etica del lavoro come “soft skills”. Invece, chiamiamole “competenze essenziali”. Perché sono essenziali, probabilmente più essenziale della tua capacità di memorizzare fatti ed equazioni.

“Ma aspetta, possiamo misurare la capacità di qualcuno di memorizzare fatti ed equazioni. Non possiamo farlo con quelle capacità”.

È per questo che mettiamo molta più enfasi sulle competenze professionali, perché sono più facili da misurare, da tenere traccia, da confrontare?

Non è una buona ragione.

Poiché il 92% dei professionisti di talento e dei responsabili delle risorse umane affermano che le competenze trasversali sono altrettanto importanti, se non più importanti, delle competenze professionali.

Stiamo affermando che dovremmo smettere di insegnare le materie fondamentali a scuola? No! Una società istruita è una società più sana, e abbiamo bisogno di sapere come leggere, scrivere, risolvere, osservare, sperimentare e apprendere i contenuti. Ma penso che abbiamo bisogno di aggiustare un po’ i parametri di riferimento, e non solo sottolineare la conoscenza delle informazioni, ma anche il modo in cui gli studenti le ottengono. E le presentano. E cosa fanno con esse.

Dobbiamo insegnare le abilità essenziali. E la verità è che quando gli studenti hanno queste abilità fondamentali e sono fiduciosi, creativi, critici, lavorano sodo insieme, scopriremo che altre cose sono molto più semplici.

Trevor Muir

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