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Ecco. Ci siamo, è davanti ai nostri occhi, tutti i giorni nella nostra quotidianità. Ma è anche e contemporaneamente lontano, dove non possiamo nemmeno immaginare. Eppure ha conseguenze, ne ha già, ora, in questo esatto momento. Il cambiamento climatico è ormai realtà. Non possiamo proprio più ignorarlo. Il rischio è che sia la più grande eredità che gli ultimi secoli possano lasciare ai posteri. Un lascito terribile non ti pare?

C’è un concetto da considerare prima di tutto il resto. Questo pianeta è un ecosistema. Tutto ciò che è naturale è interdipendente, non possiamo dividerlo in sezioni, danneggiarne solo alcune e aspettarci che le altre parti continuino a funzionare. Anche i più scettici saranno d’accordo… E così le emissioni smisurate di anidride carbonica hanno causato nello scorso secolo il, ormai troppo celebre, buco dell’ozono con conseguente innalzamento delle temperature, scioglimento dei ghiacci e innalzamento del livello delle acque marine…. L’inquinamento d’altra parte proprio di mari e oceani ha messo in serio pericolo la fauna e la flora così come l’inquinamento atmosferico mette tuttora a rischio la fauna terrestre, la flora e la salute umana. Di cose sbagliate ne son state fatte molte, ad esempio abbiamo “bucato” terre e mari per trovare giacimenti petroliferi, distruggendo ciò che si era creato in quei punti in milioni di anni.

Katerini, Greece — Photo by Jason Blackeye on Unsplash

Ma il cambiamento (quello buono) è anch’ esso reale. Il buco dell’ozono è notevolmente diminuito grazie alle leggi internazionali che regolano lo smaltimento e la purificazione dei fumi delle fabbriche, e la produzione e il consumo di prodotti inquinanti. In molte zone del globo si stanno attuando leggi per ristabilire livelli di inquinamento a quote accettabili e non dannose per l’ecosistema. Serve l’impegno di tutti. Impegno che in alcuni casi è addirittura già presente. Moltissime aree desertiche ospitano distese di pannelli solari per sopperire al bisogno di energia in un modo più “verde”.

Regione dell’ Antofagasta, Chile– Photo by Antonio Garcia on Unsplash

Da parte della popolazione è stato fatto tanto. Le iniziative per raccolte differenziate e smaltimento mirato al riciclo, le attività ecologiche e ancora una volta le norme nazionali e internazionale hanno portato a cambiamenti sensibili delle condizioni atmosferiche e marine. La consapevolezza sulla situazione ambientale è aumentata esponenzialmente negli ultimi 30 anni e questo grazie alle campagne di sensibilizzazione, alle Ngo (Organizzazioni Non Governative) e alle Istituzioni stesse.

“Non avvelenate la NOSTRA acqua” — Manifestanti a Washington- Photo by The Climate Reality Projecton Unsplash

Ancora una volta però il cambiamento più grande è avvenuto grazie all’ Istruzione. Il tema in Italia e in molti altri Paesi Sviluppati è ampiamente trattato a scuola a partire dalla più tenera età. Qui l’ interconnessione tra i vari Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite è palese. Una metafora dell’ecosistema. E’ impossibile pensare di raggiungere anche uno solo degli SDGs senza coinvolgerne altri.

Per questo motivo gli SDGs DEVONO e POSSONO essere raggiunti. Non importa quale sia l’angolo di mondo che occupiamo. I cambiamenti ambientali che sono avvenuti nell’ ultimo secolo e che avverrebbero se le cose non dovessero cambiare, hanno e avrebbero un effetto a livello globale. Abbiamo vissuto oltre le nostre possibilità, usato più materie prime di quelle di cui l’ecosistema riesce a rifornirsi in tempi umanamente concepibili… Ma non tutto è perduto, bisogna solo mettersi all’opera.

“La cosa più costosa che possiamo fare è quella di non fare nulla. Questo bilancio fa dell’azione per il clima una priorità.”
(Barak Obama, febbraio 2015)

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