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Siamo soliti raccontarvi storie di centinaia di ragazzi italiani che ogni anno partono per un progetto di volontariato all’estero, ma vi siete mai chiesti cosa accade quando l’Italia non rappresenta il luogo da cui partire, ma piuttosto la meta da raggiungere?

iGV ,“ incoming global volounteer”, è l’area della nostra associazione che si occupa di accogliere giovani di tutti il mondo, desiderosi di poter apportare valore aggiunto in numerose realtà locali italiane: sensibilizzare maggiormente la nostra realtà verso temi di rilevanza globale e di attualità, in collaborazione con scuole e associazioni no profit.

Siamo fermamente convinti che il confronto tra culture possa aiutare a migliorarci e a crescere come comunità.

Il nostro scopo è quello di far scoccare nelle menti di giovani italiani e delle loro famiglie, la scintilla della curiosità verso il diverso, dando loro la possibilità di sradicare le diffidenze e i diffusi stereotipi culturali e acquisire una maggiore consapevolezza del mondo che li circonda.

non scorderò mai lo sguardo commosso di uno stagista egiziano, venuto per il progetto di insegnamento Educhange a cui i suoi studenti, durante una delle sue lezioni, avevano chiesto di parlare della sua religione. Li ringraziò per averlo ascoltato con tanta curiosità, ma sopratutto per aver capito che essere mussulmano non significa far parte dell’ISIS”

Attualmente sono 4 i progetti attivi in Italia: Educhange, Help2Help, InteGREAT, Cultural Summer.

Nel 2016 il progetto InteGREAT che ha come scopo quello di promuovere l’integrazione dei rifugiati nell’Ue, si è classificato primo al “Premio Carlo Magno della gioventù”, organizzato dal Parlamento europeo e dalla Fondazione Internazionale Premio Carlo Magno e rivolto a giovani fino ai 30 anni che si impegnano a promuovere progetti volti alla comprensione tra i popoli di diversi paesi europei; ottenendo un finanziamento dalla Comunità Europea pari a 5000 euro.

L’ ex presidente di AIESEC Italia ad Aquisgrana per la cerimonia di consegna del premio Carlo Magno , tenutasi in maggio 2016
una volontaria che ha partecipato al progetto InteGREAT

Ma cosa significa gestire quest’area dell’associazione a livello locale?

Lavorare in iGV mi ha dato la possibilità di viaggiare per il mondo pur rimanendo a casa mia.

è questo il commento della maggior parte dei Vice Presidenti che gestiscono l’area iGV.

essere il responsabile a capo di quest’area è come salire sulle montagne russe: le responsabilità sono molte ed è molto impegnativo anche a livello emotivo; gli stagisti si fidano di te, sarai la loro guida per sei fondamentali settimane della loro vita. Molti ti ringrazieranno per l’esperienza che hai saputo regalargli e per tutto quello che hai fatto per loro, prima di andare via. Spesso scoppierai in lacrime, sarà li che capirai il bello e l’importanza di fare quello che fai”.

“La mia più grande soddisfazione è stata vedere una stagista Georgiana di 19 anni timida e riservata diventare in qualche settimana completamente autonoma e indipendente. E’ questa la leadership che AIESEC intende sviluppare nei giovani”.

Le esperienze iGV non sono perfette, ma quando sono positive credo davvero che cambino la vita delle persone che ne sono coinvolte: studenti delle scuole partner, volontari, famiglie che accolgono gli stagisti, ecc. Lo capisco ogni volta che uno stagista mi dice di sentirsi enormemente cambiato al termine del progetto o che una famiglia o una scuola mi dice che è stata non solo una bellissima esperienza ma sopratutto un modo per venir a contatto e apprezzare una cultura diversa dalla propria , e che vorrebbero ripeterla.”

“iGV contribuisce a cambiare il mindset degli italiani, conducendoli ad una maggiore apertura verso un contesto internazionale. Sono sicura che il cambiamento che iGV apporta con i suoi progetti sarà durevole nel tempo.”

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