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Nel ventunesimo secolo la parola leadership è ancora connotata al maschile.

Si respira ancora nell’aria la convinzione che infondo va bene la parità dei sessi, ma “ci sono cose che devono fare gli uomini e altre che spettano alle donne”. Questo è un pensiero radicato nelle nostre menti, è così ed è scontata pensarla così, la cosa peggiore è che molto spesso siano proprio le donne a non mettersi alla prova perché in qualità di donne certe cose non le spettano.

Al di là del femminismo, o delle prime donne che hanno fatto per la prima volta nella storia qualcosa che prima era comunemente fatto da uomini, ci terrei a parlare delle donne come persone. Di persone che hanno portato delle innovazioni utili ad un cambiamento positivo nel mondo.

Marie Curie, ha focalizzato sin dalla sua gioventù i suoi studi nei campi della fisica e della chimica, concentrandosi in particolare modo sulle sostanze radioattive. Fu la prima persona a vincere due premi Nobel in due cambi differenti. Il premio nobel per la fisica le fu assegnato per gli studi sulle radiazioni, il premio Nobel per la chimica per la scoperta di due elementi chimici: il radio e il polonio.

Rita Levi Montalcini: scoperta e identificazione del fattore di accrescimento della fibra nervosa (NGF), per la quale nel 1986 le fu assegnato il premio Nobel per la medicina.

Giovanna D’Arco: guida per il popolo francese durante la Guerra dei Cent’anni contro gli inglesi. È stata in grado di risollevare le sorti del suo paese guidando le armate francesi contro quelle inglesi.

Coco Chanel: per quanto possa sembrare fuorviante includere la moda in un contesto di invenzioni che hanno cambiato il mondo, Coco Chanel ha dato il suo contributo, non disegnando qualche vestitino per poi cucirlo, ha bensì cambiato il concetto di femminilità.

La leadership non ha genere, va sviluppata.

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