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Ormai, si sa, un curriculum vincente non punta più soltanto sulla laurea e sulle esperienze lavorative pregresse. Se vogliamo risultare dei candidati perfetti da assumere dobbiamo puntare anche sulle cosiddette soft skills.

Ma cosa sono esattamente queste skills?

Le soft skills sono forse le competenze più importanti per iniziare una carriera di successo. Costituiscono la controparte delle più note hard skills, ovvero quelle competenze quantificabili e misurabili in maniera oggettiva, quali la conoscenza di un software o di un linguaggio di programmazione.

Le soft skills includono capacità relative ai tratti della personalità, alle attitudini, agli stili di comunicazione e a tutte quelle doti empatiche ed espressive, che difficilmente abbiamo appreso durante il nostro percorso universitario.

Ecco un elenco di quelle che entro il 2020 saranno le soft skills più richieste dal mondo del lavoro:

1. Problem Solving

Abbiamo sempre pensato al problem solving come un processo rigoroso e razionale. Nulla di più sbagliato. Oggigiorno tutti gli esperti di problem solvingmirano all’integrazione delle risorse logiche con quelle creative, ampliando il significato del termine, per comprendere quelle abilità implicate nella ricerca di una soluzione, meglio ancora se originale e totalmente fuori dagli schemi.

2. Creatività

L’abilità di innovare è quella che fa davvero la differenza. Pensiamo al boom delle start-ups: la creatività viene valorizzata ed è sempre più richiesta in un contesto ricco di cambiamenti e in continua evoluzione. Ecco perché è bene farla emergere, sin dal primo colloquio di lavoro.

3. Negoziazione

La negoziazione è forse una delle capacità strategiche più complesse da apprendere. Essere disponibili all’ascolto, comprendere le ragioni altrui e saper trovare dei compromessi sono requisiti fondamentali per un buon negoziatore, insieme a un pizzico di improvvisazione.

4. Lateral Thinking

Il cosiddetto pensiero laterale rappresenta una modalità di risoluzione di problemi logici che prevede un approccio particolare, ovvero l’osservazione del problema da diverse angolazioni, contrapposta alla tradizionale modalità che prevede concentrazione su una soluzione diretta al problema.

5. Capacità decisionale

Saper prendere decisioni efficaci e senza procrastinare, serve ad analizzare la situazione o il problema, per identificare il possibile corso delle azioni (senza il nostro intervento). Valutare ognuna di queste azioni e il peso che hanno all’interno del singolo processo, e definire le azioni che vogliamo effettivamente adottare, in modo che gli eventi si svolgano come desideriamo.

6. Team Management

Essere un buon leader significa sapersi esprimere, saper ascoltare e costruire dei rapporti solidi con il proprio team. Significa anche essere in grado di riconoscere che in ogni squadra che funzioni, per raggiunge gli obiettivi, ciascun membro ha bisogno di supporto e motivazione diversi.

7. Intelligenza emotiva

Essere in grado di riconoscere, comprendere e gestire in modo consapevole le proprie ed altrui emozioni è un fattore fondamentale per chiunque debba lavorare in un team. Questa capacità ci permette di raggiungere più facilmente gli obiettivi, capire i sentimenti altrui, saper controllare l’umore e i propri stati d’animo.

8. Pensiero Critico

Un candidato perfetto sa dimostrare la propria capacità di utilizzare l’immaginazione e gli insegnamenti tratti da esperienze passate. Ciò è fondamentale per distinguersi da altri possibili candidati e, soprattutto, per differenziarsi nella propria carriera lavorativa.

9. Gestione Dello Stress

In situazioni stressanti è fondamentale riconoscere quali siano le cause che ci provocano tensione e agire in maniera tale, da minimizzare le possibili conseguenze nelle nostre azioni quotidiane. Saper gestire il proprio stress significa anche, acquisire consapevolezza dei propri limiti e dei propri bisogni.

10. Proattività

Prendere iniziative in misura maggiore di quanto richiesto dalle mansioni e dalle attività standard affidateci è sicuramente un grande punto a favore. Il pro attivo non subisce passivamente l’iniziativa altrui e, soprattutto, non aspetta che altri decidano o agiscano prima di lui.


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