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“Un giorno ho preso parte ad una presentazione a livello locale dei programmi Global Volunteer e ho realizzato che quanto proposto a quella presentazione era vicino ai miei obiettivi per quell’estate:
viaggiare, fare nuove amicizie, scoprire nuove culture e sfidare me stessa.

Il mio comitato locale, Bologna, mi ha assegnato un manager che mi aiutasse a trovare la soluzione migliore per me.

Dopo essere stata accettata ad alcuni progetti riguardanti l’ecologia e progetti che prevedevano l’insegnamento dell’inglese in Ucraina, Polonia e Danimarca.

Qualcosa dentro di me mi ha suggerito di scegliere il progetto “Language School” a Ternopil dalla durata di 6 settimane, nella zona occidentale dell’Ucraina. Quello che avrei dovuto fare era insegnare la lingua inglese ad adolescenti. Avrei assimilato la cultura ucraina e avrei condiviso i costumi e le tradizioni italiane con loro.

Ternopil è diventata la città in cui ho vissuto e dove ho trovato una nuova famiglia: altri 4 stagisti provenienti da Cina, Egitto e Turchia.

Penso sia stato destino che ci incontrassimo tutti in Ucraina, e non sono la sola a dirlo.

“ Sai che puoi cambiare la vita di questi studenti? Alcuni di loro non hanno mai incontrato qualcuno che non fosse ucraino”

Queste furono le prime parole che mi colpirono profondamente durante l’intervista fatta per essere approvata al progetto in questione. Mai avrei immaginato di essere così vicina alla persone che ha pronunciato queste parole alla fine del mio tirocinio.

La persona in questione è Ira Batiuk (vice presidente di AIESEC a Ternopil), con la quale ho avuto una connessione da quel giorno, su Skype, a 1500 km di distanza l’una dall’altra.

Ho scelto AIESEC perché mi ha dato centinaia di possibilità da zero.
Perché le persone che mi hanno aiutata sono state veloci: non mi hanno costretta a fare nulla e mi hanno aiutata in tutto.
Perché AIESEC è un network i cui componenti credono nell’impatto positivo, nel potenziale degli altri, nel valore unico degli scambi internazionali e nel diventare leader nel raggiungimento degli obiettivi.
Perché gli AIESECers incoraggiano gli altri a diventare cittadini del mondo.

Perché andare?
Per respirare un’aria nuova, ed è possibile farlo soltanto andando.
Puoi immergerti in un’altra cultura e puoi cambiare la tua vita, avevo bisogno di farlo.
Perché lasciando il mio posto avrei potuto trovare la vera “me” in un posto nuovo.
La domanda non è “perché andare?” ma è “perché no?”.

Questa è una piccola parte delle motivazioni che hanno spinto Miriam a partire, del suo viaggio lei ha creato un bellissimo blog in cui racconta l’esperienza che ha vissuto giorno dopo giorno, arricchito da foto e disegni.

Decidi anche tu di cambiare la tua vita, vai su aiesec.it/volontariato-itnernazionale

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