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Ero convinta che le mie precedenti esperienze oltreoceano avessero avuto un impatto molto forte su di me, pensavo di aver già spinto tantissimo me stessa fuori dalla mia comfort zone, pensavo di averne già viste di ogni colore e sentite di ogni genere.

Poi sono partita per Taiwan.

Per sei settimane ho fatto volontariato come insegnante d’inglese in una scuola media a Zhubei 竹北, Hsinchu. Avevo già vissuto tre mesi in una famiglia cinese negli USA, ma vivere nel pieno della vita taiwanese si è rivelata essere un’esperienza assolutamente unica.

Mi sono aperta al mondo in maniera ancora più profonda.

Le mie sei settimane sono state a volte troppo veloci, a volte interminabili. Un misto di sensazioni uguali e opposte tra di loro, dalle farfalle nello stomaco all’adrenalina e dalla paura di perdermi alle lacrime di felicità.

Il primo giorno è stato in assoluto il più traumatico, un trauma positivo, che mi ha dato la carica giusta per affrontare tutte e sei le settimane: alle otto di mattina appena arrivata a scuola, durante la cerimonia settimanale, sono salita sul palco e mi sono presentata davanti a milletrecento studenti tutti intenti a fissare quella strana tizia italiana che parlava loro in inglese di prima mattina. Ecco questo è stato il mio inizio.

Tutti i ricordi di questo bellissimo periodo della mia vita li porterò con me per sempre. Ho visto un numero infinito di Buddha, in altrettanti infiniti templi. Ho assaggiato la più ampia varietà di cibo e bevande taiwanesi. Ho fatto amicizia con un numero infinito di persone. Ho parlato inglese e cinese per giornate intere fino allo sfinimento. Ho disegnato e scritto sulla mia prima lanterna che ho poi acceso e fatto volare alto in cielo. Sono scappata a gambe levate dal mercato dei serpenti (nel quale vendono bevande con il loro sangue) dopo aver visto due pitoni enormi in una teca. Mi sono arrampicata sulla montagna delle scimmie. Ho visto un quartiere interamente dipinto. Mi sono commossa a salutare tutti i colleghi che per sei settimane mi hanno fatto sentire a casa, mi hanno coccolata, viziata, portata in giro e presentata ad amici e parenti come una di loro.

Ogni giorno mi sono innamorata un po’ di più di questa terra e di questo popolo così incredibilmente attento, accogliente e caloroso.

Non fatevi fermare dalla paura del cambiamento, dell’ignoto, della novità: le emozioni più forti si nascondono proprio là, dietro la paura!


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