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Ci sono due parole nel vocabolario degli studenti d’oggi che ormai viaggiano su binari separati: giovani e futuro.

Come se un bivio invisibile da qualche anno a questa parte avesse fatto diventare un ossimoro ciò che in realtà è un sinonimo.

I giovani sono il futuro, non può esistere un futuro senza i giovani: che senso ha, quindi, pensare che qualcuno abbia più diritto di noi di decidere quali siano le scelte da intraprendere per modellare la società che vivremo nei prossimi decenni?

AIESEC vuole che i giovani influiscano attivamente nel processo decisionale a livello globale, creando un movimento di persone attive, informate, che attraverso azioni concrete possano avere un impatto sul proprio futuro. Vuole riportare sullo stesso binario le due parole e agisce in modo concreto per far si che ciò accada.

Nel 2015 AIESEC ha stretto una partnership con le Nazioni Unite per la promozione dell’Agenda 2030 a livello internazionale e nazionale, mettendosi in prima linea con progetti di carattere sociale, con riconoscimenti europei importanti quali Premio Carlo Magno della Gioventù, ed eventi nazionali, contribuendo così al raggiungimento dei Sustainable Development Goals.

AIESEC si è fatta così portavoce dei giovani di tutto il mondo per la creazione di un futuro migliore… Ma cosa vuol dire un futuro migliore? Quali sono le vere preoccupazioni che affliggono giovani e giovanissimi di tutto il mondo, che trasformano il futuro in una parola utopica?

Il modo migliore per ottenere risposte vere e concrete è, forse, il più scontato ma di certo non il più semplice: chiedere. Per un futuro più luminoso, si deve capire quali sono i problemi più urgenti ed essere pronti ad agire subito, partendo da quella che è l’opinione dei giovani riguardo il modo in cui si immaginano il mondo nel 2030

Proprio a tal fine, l’1 ottobre 2015 è stato lanciato lo Youth Speak Survey, un sondaggio a livello globale per meglio comprendere su cosa sia necessario agire subito e quali sono le problematiche che più hanno a cuore le nuove generazioni.

Più di 160 mila persone hanno risposto e 197 sono stati i paesi rappresentati in quello che è diventato un unico, grande movimento globale: lo YouthSpeak Movement.

Il survey ha dato vita agli YouthSpeak Insights, ovvero l’insieme dei dati prodotti che danno una chiara visione di ciò che pensano i Millennials riguardo le tante problematiche attuali ed evidenziano quali sono le loro ambizioni.

A livello globale i 3 trend che più preoccupano i giovani a prescindere dal luogo di provenienza sono i goal numero #4 “Quality Education” , #1 “Reduce Poverty” e #3 “Good Health.

Gli Insight italiani hanno evidenziato le 3 più grandi preoccupazioni a livello nazionale che sono:

#4 “Quality Education”, #1 “Reduce Poverty” e #16”Peace, Justice & Strong Institutions”.

Alla luce dei risultati italiani, il 4 e 5 giugno 2019 AIESEC Italia si prenderà la responsabilità di creare un momento in cui i giovani di tutto lo stivale potessero confrontarsi con esperti del settore per ripensare l’educazione in Italia. Più di 300 partecipanti esprimeranno la propria opinione in un evento ospitato dal prestigioso Politecnico di Torino: lo YouthSpeak Forum 2019, un’intera giornata di confronto e condivisione, di ispirazione ed azione.

E’ interessante, però, notare come — non a caso — a differenza dei trend mondiali, i risultati italiani hanno restituito una visione delle istituzioni e della giustizia nel nostro paese che preoccupa. La scarsa fiducia nelle istituzioni è solo l’ultima goccia, il sintomo di un virus che si sta diffondendo ma che può essere sconfitto, con l’aiuto, l’impegno e la partecipazione di tutti.

E’ necessario ripristinare la fiducia dei cittadini e, soprattutto, delle nuove generazioni, nelle Istituzioni nazionali e in una Giustizia che sia equa e, realmente, giusta.

Lo Youth SpeakForum 2019 è stato certamente un grande successo per tutti i partecipanti, ma di certo non è abbastanza.

Abbiamo la responsabilità continuare a far sentire la voce dei giovani per progettare insieme il nostro futuro.

Come ha detto l’ex segretario delle Nazioni Unite Ban Ki Moon:

“Questa è la prima generazione con il potenziale di eliminare la povertà e l’ultima che può fermare gli effetti del cambiamento climatico”

possiamo più nasconderci dietro scuse, il nostro momento è qui ed ora.

Abbiamo la responsabilità di far diventare le opinioni dei giovani del nostro paese realtà con azioni concrete, abbiamo tutte le carte in regola per farlo e per costruire “l’Italia del domani”, un’Italia fiera e libera dalle preoccupazioni di oggi.

Non è importante se sei o meno un membro di AIESEC, uno studente o un’organizzazione, il tuo contributo è fondamentale: per essere portavoci di una società in cambiamento, bisogna far sentire forte la propria voce e tramutare le parole in realtà con azioni concrete che partono da oggi.

Con 1.8 miliardi di giovani presenti sul pianeta oggi, siamo considerati la generazione maggiormente educata e connessa della storia, se non ci facciamo sentire ora, quando? E se non è qui, dove? Partecipa anche tu all’evento!

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