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Inverno alle porte, esami finiti, ma ancora quel grande ostacolo all’orizzonte: la tesi di laurea.

Chi di voi, in questi giorni, sta partecipando alle lauree di amici e familiari, con quell’ansia e agitazione di chi a breve dovrà vivere personalmente quel fatidico momento; quello della discussione della tesi, ma ancora non ha la minima idea di come strutturarla??

Ecco allora 4 consigli utili che vi aiuteranno a scrivere la vostra tesi di laurea. Massimo punteggio assicurato!

1. Ideazione.

Fase teorica

1. La scrittura della tesi avviene a piccoli passi. Concentratevi sugli obiettivi a breve termine (pensare a un titolo… scaricare le indicazioni per font e margini del foglio dal sito della facoltà… scrivere il primo paragrafo su blablabla…): tranquilli, ciò che ideate all’inizio non è mai ciò che avrete alla fine.

2. Scegliete l’argomento da trattare. Non strafate scegliendo qualcosa di troppo complicato per attirare l’attenzione della commissione: non sarà mai un lavoro buono come quello che sentite vostro, anche se all’apparenza semplice e banale. La “ de banalizzazione” arriverà successivamente.

Se non avete idee, consultate l’archivio tesi della vostra università, potreste ampliare e/o aggiornare un argomento trattato anni prima che ora è stato innovato.

Potreste scegliere l’ambito che vorreste sia il vostro campo lavorativo in futuro, così da poter allegare la vostra tesi al cv come progetto già pronto e in attesa solo di una possibile realizzazione.

3. Trovate il relatore. Non esiste il relatore perfetto, e, soprattutto, dovrete combattere per avere la sua attenzione (soprattutto se avete scelto l’ultima sessione di laurea dell’anno accademico). Tra mille laureandi, perché proprio voi? Rispondete a questa domanda e sarete già a metà dell’opera.

Non scegliete il più buono o il più bello, le cose importanti sono: serietà, affidabilità (dovete essere certi che legga il vostro elaborato), possibilmente puntualità e magari fiducia in voi. Un relatore convinto nel lavoro del laureando è la cosa migliore dopo il cioccolato con chicchi di caffè al guaranà, ma altrettanto difficile da trovare.

Fase pratica

Ora che avete un’idea di quello che volete fare, ecco cosa fare prima di iniziare a raccogliere i materiali per la tesi.

4. Stampate tutti i moduli per l’iscrizione alla tesi dal sito o fateveli dare dalla segreteria studenti. Mi raccomando: accertatevi che siano quelli giusti. Li compilerete assieme al relatore al momento giusto.

5. Se avete un’agenda che vi portate sempre dietro, segnate in prima pagina mail, numero di cellulare o telefono e orari di ricevimento del relatore.

Non sottovalutate l’importanza delle mail. Solitamente l’università fornisce una mail generale a ogni professore con il nome dell’università come dominio (es. marco rossi@universitàblu.it); è la meno usata, cercate di farvi dare un’altra mail, che usa più spesso. In teoria un laureando dovrebbe avere una via preferenziale rispetto agli altri studenti.

6. Segnatevi una lista con tutte le biblioteche della zona e rispettivi orari(biblioteche civili, comunali e universitarie). Aggiungete anche i siti da cui scaricare saggi gratuitamente che potranno implementare le vostre argomentazioni dando un tocco di professionalità in più (i cosiddetti journal o articoli scientifici di cui i professori sono innamorati).

Qui una piccola lista che potrebbe esservi di aiuto:

https://scholar.google.it/ (è la versione di google che cerca solo ed esclusivamente tra saggi scientifici);

https://www.academia.edu/ (social network in cui i ricercatori di tutto il mondocondividono i propri elaborati);

http://www.jstor.org/ (spesso qui gli articoli sono o solo consultabili o a pagamento. Per risolvere questo problema, saltate qualche riga);

– pagina personale di eminenze del settore interessato, a volte i ricercatori caricano i pdf dei loro saggi scaricabili gratuitamente;

Mi raccomando: informatevi alla biblioteca della vostra università in merito alla loro banca dati. Quasi tutte le università hanno gli abbonamenti online alle riviste scientifiche che vi servono e tramite il loro computer potrete scaricare i saggi necessari gratuitamente.

7. Comprate: tè nero, caffè e cioccolato fondente. Vi aiuteranno a combattere il sonno durante le lunghe nottate passate a scrivere la vostra tesi.

2. Preparazione.

Scaletta o divisione della tesi

Questo metodo vale soprattutto per le tesi triennali. Per le tesi magistrali, riapplicatelo per il numero delle parti in cui dividerete le tesi (quelle magistrali solitamente si dividono in parti, ognuna delle quali in capitoli. Le tesi da triennale direttamente in capitoli).

Figuratevi la vostra tesi divisa in 4/5 capitoli più introduzione e conclusione, di cui vi occuperete alla fine di tutto.

La divisione in capitoli dovrà essere ad “imbuto”, cioè dal generale allo specifico.

Solitamente si parte con un’infarinatura di teoria generale e si arriva al capitolo finale in cui riassumete tutte le vostre conoscenze in qualcosa di empirico. Un questionario, un’analisi fonetica, un’intervista.

Fatevi aiutare dal relatore, avere la sua approvazione già dalle prime pagine vi garantirà di non dover rifare tutto da capo a lavoro quasi concluso.

Raccolta materiali

Ricordate la lista con gli indirizzi delle biblioteche e dei siti da consultare? Utilizzatela per cercare i libri che vi ha dato il relatore. Potete consultare i cataloghi delle biblioteche della lista da casa, così vi risparmiate qualche viaggio a vuoto. Questi cataloghi si chiamano tutti OPAC.

Se il professore non vi ha dato titoli di libri, utilizzate la ricerca tematica dell’OPAC per avere un’idea dei libri disponibili sull’argomento della vostra tesi.

Non sottovalutate la bibliografia delle tesi passate con argomento simile al vostro. Potreste prendere ispirazione da quelle stesse fonti.

3. Stesura.

Il metodo di lavoro

  1. tempistiche: datevi 1 mese per ogni capitolo + 1 mese per conclusione, introduzione e revisioni. Es.: 4 capitoli, 5 mesi;
  2. ogni volta che finite un capitolo, inviatelo al tuo relatore via mail per un controllo;
  3. stendete la bibliografia man mano che citate effettivamente un testo mentre scrivi;
  4. datevi un minimo di tempo al giorno per la stesura, anche solo per rileggere quello che avete fatto fino a quel momento;
  5. ricordatevi le pause, aiutano la mente a non sovraccaricarsi;
  6. tenete aperti questi siti sul pc per una rapida consultazione: wordreference (per la traduzione di parole straniere se lavorate su materiale in lingua straniera), e wikiversity, la pagina universitaria di wikipedia. Solo per consultazione per chiarire dubbi sul momento, non valgono come materiale bibliografico!

Prenditi cura di te

Di solito il panico fa sì che lo studente si butti a capofitto nella stesura in una continua full immersion, a scapito della propria salute. Cercate di ricordare alcune cose:

  1. limitate i caffè, troppi vi causeranno acidità allo stomaco e la tesi vi logorerà più del dovuto;
  2. curate l’alimentazione; certe vitamine aiutano il cervello a lavorare meglio;
  3. riservatevi un giorno alla settimana totalmente lontano dal computer;
  4. bilanciate la luminosità dello schermo in base alla luce presente nella stanza, così non sforzerete troppo gli occhi.

Come diceva mia nonna, “meglio un asino vivo, che uno scienziato morto”. Tenetelo a mente.

4. Presentazione.

Ci sono Università in cui la tesi si consegna in segreteria e basta, altre in cui devi esporre oralmente, altre ancora in cui è obbligatoria una presentazione powerpoint.

Tralasciando il primo caso, ecco i consigli per le esposizioni.

Esposizione orale senza presentazione

Solitamente in questi casi vi sedete davanti alla commissione e parlate. Niente di più difficile.

Ansia, terrore, panico, tachicardia, sudore, balbuzie… tutto ciò può essere ridotto al minimo con una buona preparazione nei giorni precedenti.

  1. Preparate il discorso almeno una settimana prima.
  2. Nei giorni successivi dedicate del tempo per impararlo a memoria. Non serve parola per parola, ma suddividete il testo in paragrafi in base al tema o all’argomento e imparate quelle suddivisioni. Aiuteranno il processo mnemonico.
  3. Usate il registratore per ascoltarvi. Solitamente nel risentire la propria voce ci si accorge di piccoli errori comuni, come parlare troppo velocemente, troppi intercalari (ehm, cioè, in realtà, però…)
  4. Nel ripassare a voce alta, datevi un ritmo con la mano, battendo sulla gamba tenendo il tempo. La voce seguirà la mano.

Potreste registrarvi con la videocamera e poi rivedervi in video. A volte abbiamo dei tic facciali che mostrano quanto siamo nervosi.

Con power point

  1. Anche in questa situazione iniziate a preparare il power point una settimana prima.
  2. Solitamente carattere 24 o 28, font Arial o Times New Roman.
  3. Mettete un’immagine per slide.
  4. Come prima slide, titolo, in alto l’università, nome e mail vostri.
  5. Slide finale con ringraziamento per l’attenzione e di nuovo mail come recapito.

5. L’abito fa il laureato.

L’apparenza è tutto. Nello scegliere come vestirvi alla discussione, optate per capi sobri, che indossereste per un colloquio di lavoro in ufficio.

Per gli uomini, camicia e giacca sono d’obbligo.

Per le donne: se scegliete di indossare un vestito, usate sempre delle calze. Le gambe nude non sono professionali. E attenzione alla lunghezza. I tacchi sono ammessi, ma niente di vertiginoso. Attenzione anche alla scollatura. Evitate i colori troppo vivaci. Se ad esempio volete indossare una camicia azzurra, i pantaloni rigorosamente grigi, neri o bianchi, per equilibrare la vista.

Infine, per la discussione parlatene col relatore, vi indirizzeranno loro sulle tematiche più soggette a una possibile domanda.

In Bocca a lupo a tutti i laureandi!

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